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MORBO DI ALZHEIMER E FIBROMIALGIA: molte paure, poche analogie, molte differenze

Molte persone affette da Fibromialgia sperimentano disturbi cognitivi caratterizzati da riduzione della memoria a breve termine e difficoltà di concentrazione denominate FIBROFOG o “NEBBIA COGNITIVA”.
A volte non ci si ricorda lo scopo di un’azione appena intrapresa, non si riesce a trovare la parola adatta al concetto che si vuole esprimere, si perde il filo del discorso, si ha difficoltà a scrivere e si perde facilmente l’attenzione: ci si ritrova in uno stato di confusione generale.

Questi sintomi sono talmente caratteristici da rientrare nei criteri diagnostici della Sindrome fibromialgica e possono essere acuiti da dolore cronico, insonnia, ansia e depressione.
La CAUSA di questi disagi è da rintracciare nella disfunzione di alcuni neurotrasmettitori come la serotonina e la noradrenalina, coinvolti anche nelle funzioni cognitive.

Si innescano spesso, cosi, spirali di TIMORI E PAURE: “Starò sviluppando una demenza?
Il Morbo di Alzheimer?”

Ad oggi la risposta della Scienza è “NO”.
La Fibromialgia è una patologia NON DEGENERATIVA, ossia non correlata a distruzione del Sistema nervoso, muscolare, osseo ecc… ma che altera ugualmente profondamente la qualità di vita.
Il Morbo di Alzheimer è invece caratterizzato da declino cognitivo correlato con ALTERAZIONI ANATOMICHE del Sistema Nervoso.
Una delle poche analogie con la Sindrome fibromialgica è, secondo una ipotesi piuttosto recente, l’ alterazione del funzionamento dei circuiti nervosi legati alla Serotonina, “l’ormone del buon umore” che certamente è in disfunzione anche nei pazienti fibromialgici.

TUTTAVIA LE DUE CONDIZIONI DEVONO ESSERE CONSIDERATE SEPARATE E LE PERSONE FIBROMIALGICHE DEVONO ESSERE RASSICURATE IN TAL SENSO.

In relazione alla mia esperienza clinica nell’ambito della Fibromialgia, questi sintomi cognitivi invalidanti possono essere migliorati grazie a un lavoro multidisciplinare che prevede anche
l’utilizzo di integratori alimentari neurotrofici, come il Q10, il Glutatione e il Betacariofillene.
Per quest’ultimo, si prospetta in letteratura, un potenziale antiossidante, antinfiammatorio e neuroprotettivo anche per patologie degenerative come il Morbo di Alzheimer, la Malattia di Parkinson e la Sclerosi multipla.

Dr. Michele Gardarelli
Medico Chirurgo
Vicepresidente Associazione Scientifica Fibromialgia
Membro del Comitato tecnico scientifico Comitato Fibromialgici Uniti e del Gruppo di lavoro ASUR su Fibromialgia e MCS
Referente Terapie integrate A.N.D.O.S. odv (Assoc. Naz. Donne Operate al Seno) Comitato di Ancona
Coordinatore Comitato scientifico del Comitato Pazienti Cannabis Medica