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Una mela al giorno, toglie veramente il medico di torno?

La saggezza popolare non è da trascurare e quasi sempre ha fondamenti scientifici.
È così anche in questo caso: la mela è ricca (soprattutto nella buccia) di acido malico, un composto che ha numerose proprietà.

Che cosa lega l’acido malico alla fibromialgia?

Questo acido è essenziale per il corretto svolgimento del ciclo di Krebs, processo metabolico che permette di ottenere energia a partire dai nutrienti (proteine, carboidrati e grassi).
Esso avviene all’interno dei mitocondri e provvede anche a fornire ossigeno per i tessuti. La carenza di acido malico porta, quindi, ad un rallentamento della trasformazione metabolica con conseguente comparsa di affaticamento, aumento dello stress ossidativo e ipossia (riduzione della quantità di ossigeno) tissutale.
L’acido malico è, inoltre, un ottimo chelante, cioè è in grado di legare i metalli pesanti, accumulati nel fegato o in altre parti del corpo, e di inattivarli riducendone la tossicità.

In un soggetto fibromialgico, sintomi come astenia, danno al tessuto muscolare, riduzione dell’elasticità articolare e dolore diffuso possono essere manifestazioni della carenza di acido malico.
L’alimentazione può venire in aiuto, poiché sono tanti i cibi che lo contengono, in particolare, frutta e verdura;
vediamoli insieme: mela, anguria, pesca, uva, pera, lampone, fragola, mora, ribes, mirtillo, ciliegia, albicocca, prugna, ananas, fico d’India, limone, kiwi, rabarbaro, broccolo, carota, pisello, fagiolo, aceto di mele e tè all’ibisco.
È presente anche in altri alimenti (ad esempio, pomodoro, patata, banana) che, però, sono controindicati in caso di fibromialgia.

Involontariamente, ne assumiamo piccoli quantitativi consumando alcuni cibi industriali, poiché l’acido malico è utilizzato come conservante (indicato con la sigla E296).

Si può pensare ad un’integrazione di acido malico, anche in associazione al magnesio, così da ridurre la sintomatologia tipica del soggetto fibromialgico.
Naturalmente, essere seguiti da personale competente in un percorso dietoterapico e di integrazione assicura di poter usufruire al massimo dei benefici dell’acido malico.

Una mela al giorno probabilmente non toglierà completamente di torno il medico, ma sicuramente lo terrà alla larga!

Bibliografia
• “Combination pharmacotherapy for the treatment of fibromyalgia in adults”, Thorpe J, Shum B, Moore RA, Wiffen PJ, Gilron I.; Cochrane Database of Systematic Reviews 2018, Issue 2. Art. No.: CD010585.
• “The Role of Nutrient Supplementation in the Management of Chronic Pain in Fibromyalgia: A Narrative Review”, Hannah Waleed Haddad , Nikita Reddy Mallepalli, John Emerson Scheinuk, Pranav Bhargava, Elyse M Cornett, Ivan Urits , Alan David Kaye ; Pain Ther. 2021 Dec;10(2):827-848.

Team Nutrizione Associazione Scientifica Fibromialgia
Dott.ssa Edy Virgili
Dott.ssa Laura Calza
Dott.ssa Federica Calcagnoli