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L’omocisteina e fibromialgia

La stanchezza cronica, la debolezza muscolare e le manifestazioni da stress ossidativo (ad esempio: emicrania, dolore muscolare, sudorazione frequente e difficoltà digestive) sono alcuni dei sintomi che affliggono chi soffre di fibromialgia.

A volte, però, oltre alla patologia diagnosticata, le cause potrebbero essere anche altre, di natura subclinica, come per esempio uno stato di malnutrizione con carenza vitaminica.

Una dieta non bilanciata, in difetto ma anche in eccesso calorico, potrebbe, infatti, portare a carenza di vitamine del gruppo B, in particolare vitamina B9 (acido folico), B12 e B6.
Queste sono importanti cofattori in molte reazioni enzimatiche, quali il trasferimento di gruppi metilici e lo smaltimento dell’omocisteina, un amminoacido il cui alto livello è stato ampiamente correlato con il rischio di malattie cardiovascolari.

Sia l’acido folico che la vitamina B12 facilitano la riconversione dell’omocisteina a metionina, amminoacido essenziale che deve essere introdotto dalla dieta. La vitamina B6, invece, sembrerebbe essere particolarmente importante nell’abbassare la concentrazione di omocisteina quando questa dipende da un elevato apporto alimentare di metionina: ne facilita infatti l’escrezione urinaria attivandone la trasformazione ad un altro amminoacido, la cisteina.

Dosare l’omocisteina ematica è un indice diagnostico molto importante che può svelare non solo carenze nutrizionali, ma anche difetti genetici (mutazione del gene MTHFR con conseguente difficoltà di rimetilazione dell’omocisteina in metionina).
Un corretto processo di metilazione, e quindi un livello normale di omocisteina, è di fondamentale importanza per ridurre il rischio di eventi aterosclerotici dovuti a danno da radicali liberi e all’azione trombotica dell’omocisteina.
L’iperomocisteinemia è correlata a varie altre conseguenze, come la predisposizione a sviluppare fragilità ossea e patologie neurodegenerative (come demenza senile e morbo di Alzheimer).
Nel paziente fibromialgico, a peggiorare il quadro clinico e il rischio di malattie cardiovascolari ci sono sicuramente il sovrappeso, la sedentarietà e lo scarso assorbimento dei nutrienti a causa di patologie intestinali spesso correlate.
Per questo è importante seguire una corretta alimentazione, con prescrizioni dietoterapiche specifiche per la fibromialgia, e valutare la necessità di una supplementazione di vitamine del gruppo B.

Bibliografia:
• The Effect of a High-Dose Vitamin B Multivitamin Supplement on the Relationship between Brain Metabolism and Blood Biomarkers of Oxidative Stress: A Randomized Control Trial. Ford TC, Downey LA, Simpson T, McPhee G, Oliver C, Stough C. Nutrients. 2018; 10(12):1860.
• Increased concentrations of homocysteine in the cerebrospinal fluid in patients with fibromyalgia and chronic fatigue syndrome. Regland B, Andersson M, Abrahamsson L, Bagby J, Dyrehag LE, Gottfries CG. Scand J Rheumatol. 1997; 26(4):301-7.
• Causes of hyperhomocysteinemia and its pathological significance. Kim J, Kim H, Roh H, Kwon Y. Arch Pharm Res. 2018; 41(4): 372-383.


Team Nutrizione Associazione Scientifica Fibromialgia
Dott.ssa Edy Virgili
Dott.ssa Laura Calza
Dott.ssa Federica Calcagnoli