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L’iceberg fibromialgico

L’immagine dell’iceberg è associabile alla Fibromialgia per almeno due motivi:
innanzitutto, ascoltando la storia clinica di una persona che soffre di questa malattia, emerge spesso che alcuni sintomi erano presenti fin dall’infanzia, ad esempio, la stanchezza che spesso è scambiata per “poca voglia di fare”.
Questo sintomo era magari associato a dolore addominale ricorrente che, facendo i dovuti accertamenti, non era imputabile ad alcuna causa evidente (come per la Sindrome da colon irritabile).

È possibile che questi disagi, vissuti in età infantile o adolescenziale, vadano in remissione, per un certo periodo, ma poi, a causa ad esempio dell’impegno scolastico, riemergano accompagnati da emicrania.
Infine, nel paziente preso ad esempio, a quaranta anni si sono manifestati i dolori diffusi e migranti caratteristici della Fibromialgia.

Riavvolgendo il nastro di questa storia, si comprende che i primi sintomi (stanchezza, dolore addominale ed emicrania) non erano casuali, ma erano le prime manifestazioni di qualcosa che non si vedeva: erano cioè la parte dell’iceberg che affiorava dall’acqua.
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Sotto la superficie del mare era presente la predisposizione alla Fibromialgia, che ad un certo punto si è manifestata a 360 gradi: stanchezza, dolore addominale, emicrania e dolori diffusi fanno parte dello stesso quadro, la Sindrome fibromialgica.

Quello che ho descritto è un esempio di decorso “tortuoso” del paziente fibromialgico che raramente manifesta tutti i sintomi all’improvviso, in maniera esplosiva, bensì, lo fa spesso gradatamente anche in relazione a stress fisici, infettivi e psicologici.

Più passa il tempo, più diventa chiaro che sotto la superficie dell’acqua è presente una problematica complessa e multiforme che costituisce la terza malattia reumatica per diffusione.

In relazione ad eventi sfavorevoli, si slatentizza, EMERGE la PREDISPOSIZIONE GENETICA di cui c’è traccia nella letteratura scientifica, secondo cui, alla base della condizione patologica, c’è anche un’alterazione dei trasportatori della serotonina, della noradrenalina e della dopamina, tre neurotrasmettitori importanti per la funzionalità del Sistema Nervoso Centrale.
Dunque, i sintomi hanno tutti una stessa origine nella “sensibilizzazione centrale” del Sistema nervoso, secondo la teoria più accreditata, al momento.
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Il secondo motivo per il quale è possibile associare l’ immagine dell’iceberg alla Fibromialgia è costituito dal FREDDO INTENSO, che molte persone riferiscono di sentire, in particolare alle estremità.
Questo sintomo può raggiungere il suo apice quando si manifesta il fenomeno di Raynaud, ossia un cambiamento di colore, ad esempio di un dito della mano, che passa dal colorito roseo al pallido fino al cianotico.
Ciò si associa a dolore, intorpidimento e formicolio della parte interessata e viene innescato in particolare dal freddo invernale.
La causa del fenomeno di Raynaud è l’anomala restrizione di alcuni vasi sanguigni con conseguente riduzione di flusso di sangue.

La sempre maggiore comprensione di certi fenomeni e della storia clinica della persona forniscono strumenti sempre maggiormente rilevanti per poter migliorare, spesso in maniera significativa, la qualità di vita del paziente fibromialgico.

Dr. Michele Gardarelli
Medico Chirurgo
Vicepresidente Associazione Scientifica Fibromialgia
Membro del Comitato tecnico scientifico Comitato Fibromialgici Uniti e del Gruppo di lavoro ASUR su Fibromialgia e MCS
Referente Terapie integrate A.N.D.O.S. odv (Assoc. Naz. Donne Operate al Seno) Comitato di Ancona
Coordinatore Comitato scientifico del Comitato Pazienti Cannabis Medica