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Fibromialgia: stato dell’arte di una sindrome ancora poco conosciuta

La fibromialgia presenta aspetti tipici delle malattie autoimmuni:
ad es. è una patologia principalmente femminile, spesso è secondaria ad altre sindromi autoimmuni oppure, in alcuni pazienti fibromialgici, sono stati identificati gli autoanticorpi della sindrome di Sjogren oppure della tiroidite.

Lo scorso anno è stato pubblicato uno studio, tutto italiano, che ha indagato sulle origini genetiche e cellulari di questa malattia.

Nello studio, in prima fase, sono stati analizzati più di 540.000 geni noti nei pazienti con fibromialgia, in modo da ottenere una mappa completa delle alterazioni presenti in questa sindrome.
È stata analizzata anche una parte del genoma non codificante, quello che non viene trascritto in proteine, per comprendere i meccanismi epigenetici che regolano lo sviluppo delle malattie.

Nei fibromialgici, si è riscontrata un’aumentata espressione di geni legati alla percezione del dolore, alla componente emozionale (ansia/depressione) e all’alterazione del bioritmo.

Nella seconda fase, i ricercatori hanno studiato quali fossero le conseguenze, a livello cellulare, dovute a questa alterata espressione dei geni.
Tutte le alterazioni scoperte riguardano le cellule del sistema immunitario e risultano molto affini alle alterazioni tipiche delle malattie autoimmuni.

Questa ricerca getta le basi per nuove e più approfondite indagini sulla reale origine di questa malattia e prospetta la possibilità di nuove terapie da offrire alle persone con fibromialgia, in modo da aiutarle più efficacemente.

Team Associazione Scientifica Fibromialgia