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Latte, caseina e fibromialgia

Latte e derivati purtroppo contengono molte molecole che potrebbero esacerbare infiammazione, dolore e disbiosi intestinale nella sindrome fibromialgica e di conseguenza spesso vengono sconsigliati.
In genere la colpa viene data al lattosio, uno zucchero che si trova in concentrazioni variabile in latte e derivati, ma spesso, anche utilizzando prodotti delattosati (ovvero senza lattosio), le sintomatologie correlabili all’assunzione di questi alimenti non cambia (generalmente parliamo di gas intestinale, gonfiore e/o dolore addominale, diarrea, stipsi, nausea, reflusso gastrico, eruttazione).
Infatti, spesso, a non essere tollerata è una proteina: la caseina.

Ci sono tipi diversi di caseina a seconda che il latte sia vaccino (di mucca) oppure ovino (di capra e pecora) oppure di bufala

Nel latte vaccino (e derivati) troviamo la caseina A1, che in genere causa livelli di infiammazione maggiori rispetto alla caseina A2, che invece troviamo nel latte ovino e di bufala.
Pertanto latte e derivati ovini o di bufala potrebbero essere da preferire in caso di fibromialgia e rappresentare una valida alternativa, sebbene se ne consigli un consumo comunque moderato.

 

Bibliografia
“Review of the potential health impact of β-casomorphins and related peptides”; Report of the DATEX Working Group on β-casomorphins (Question N° EFSA-Q-2008-379); EFSA Scientific Report (2009) 231, 1-107
“Bovine beta casein variants: Implications to human nutrition and health”; Clarke A., Trivedi M.;
IPCBEE (2014), 67, 11–17.

“Systematic Review of the Gastrointestinal Effects of A1 Compared with A2 β-Casein”; Brooke-Taylor S., Dwyer K., Wooford K., Kost N.; Advances in Nutrition (2017), 739-748.

 

Team Nutrizione Associazione Scientifica Fibromialgia
Dott.ssa Edy Virgili
Dott.ssa Laura Calza
Dott.ssa Federica Calcagnoli