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IL DOLORE INSOPPORTABILE

Da diversi anni visito quotidianamente pazienti fibromialgici e nel tempo ho maturato una mia modalità di approccio al dolore cronico.

Ciò è probabilmente influenzato da un mio limite: non sopporto molto il dolore.
E penso che la qualità della vita sia una delle caratteristiche più importanti della vita.

Può suonare banale, lo so, ma ciò influenza il mio modo di fare il medico in maniera significativa.

Quando visito una persona fibromialgica per la prima volta tendo a fissare una visita di controllo dopo 30-45 giorni perché voglio essere sicuro che la persona cominci realmente a risalire la china e per valutare gli eventuali esami diagnostici prescritti.
Nella prima visita imposto un percorso diagnostico-terapeutico individualizzato e cerco di motivare il paziente, spesso scoraggiato dopo molti tentativi e insuccessi, a seguirlo.

Il medico e il paziente devono allearsi per arrivare ad un obbiettivo che sia, in primis, il miglioramento della salute del paziente.
Ma sinceramente non lavoro solo per questo ma anche per la soddisfazione che provo quando una persona, che a volte soffre da anni, finalmente riesce a intravedere una luce in fondo al tunnel.

In particolare, quando il SINTOMO DOLORE È MOLTO INTENSO, prescrivo una terapia antidolorifica, antinfiammatoria ecc… e chiedo di avere un feedback telefonico dopo 7-10 giorni. 30-45 giorni sarebbero troppi da aspettare se la situazione è molto gravosa.
Se dopo una settimana circa, un risultato c’è, si continua, altrimenti si corregge il tiro.

Ho lo stesso atteggiamento nei confronti del sintomo INSONNIA (ne ho sofferto, so come si sta…).
Spesso dico al paziente che la notte stessa successiva alla visita deve dormire, grazie ai farmaci convenzionali o non convenzionali che prescrivo.
Quando il quadro clinico si sarà chiarito e la qualità di vita sarà migliorata, ci si occuperà di tutti i fattori a 360 gradi che alimentano il dolore, l’insonnia, l’astenia ecc…
Ciò permette spesso di ridurre l’uso di terapie farmacologiche.

Per me, la prima soddisfazione è dare i farmaci giusti ma la seconda è ridurli e a volte, perché no, toglierli.
Infatti spesso ai congressi dico: “Prescrivo i farmaci per toglierli …”

 

Dr. Michele Gardarelli
Medico Chirurgo
Vicepresidente Associazione Scientifica Fibromialgia
Membro del Comitato tecnico scientifico Comitato Fibromialgici Uniti e del Gruppo di lavoro ASUR su Fibromialgia e MCS
Referente Terapie integrate A.N.D.O.S. odv (Assoc. Naz. Donne Operate al Seno) Comitato di Ancona
Coordinatore Comitato scientifico del Comitato Pazienti Cannabis Medica