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Fibromialgia e probiotici

È ormai assodato che la disbiosi intestinale ha ripercussioni in molte patologie, tra cui la fibromialgia.
Gli studi sulla composizione del microbiota intestinale dei pazienti con fibromialgia e con sindrome da stanchezza cronica hanno evidenziato anche quali sono le principali alterazioni che si riscontrano in tali soggetti e quali sono i sintomi correlati ad esse.

Sicuramente, uno strumento efficace per la riduzione di tale sintomatologia è l’alimentazione che, non solo mira all’esclusione di quei cibi che inducono infiammazione della parete intestinale, ma propone anche cibi che modulano la crescita delle varie specie batteriche nel tratto digerente.

Un approccio nuovo è rappresentato dall’uso di probiotici, cioè di microrganismi (soprattutto batteri) vivi e attivi che, introdotti in quantità sufficiente, determinano un effetto positivo sulla salute dell’individuo.
La scelta dei probiotici, però, non è casuale ed è governata, alla luce delle conoscenze attuali, da due criteri: arricchire il microbiota intestinale di quei ceppi che hanno subito una riduzione quantitativa e fornire ceppi che possano contrastare la crescita delle specie già presenti in eccesso.

Uno studio recente, ad esempio, ha messo in evidenza come la somministrazione di un ceppo ben preciso di Lactobacillus porta ad una riduzione dell’ansia, mentre quella di un ceppo di Bifidobacterium alla diminuzione dei parametri ematici legati all’infiammazione. Proprio a causa della specificità dei probiotici sui sintomi, è necessario che la prescrizione venga fatta da professionisti preparati, in grado di consigliarne la tipologia e la dose più appropriata.

Saranno necessari ulteriori studi e approfondimenti, ma l’uso dei probiotici potrebbe rappresentare una possibilità terapeutica importante per i pazienti fibromialgici.

Team Nutrizione Associazione Scientifica Fibromialgia
Dott.ssa Edy Virgili
Dott.ssa Laura Calza
Dott.ssa Federica Calcagnoli