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Fibromialgia e acidosi

L’acidosi è una condizione comune in quasi tutte le patologie, compresa la sindrome fibromialgica.

Cerchiamo quindi di capire cos’è l’acidosi

Partiamo dal concetto di matrice extracellulare, ovvero lo spazio extracellulare, occupato da una complessa rete di macromolecole altamente organizzate tra di loro per formare un reticolo connesso alla superficie delle cellule.
Questa complessa struttura, definita anche tessuto connettivo, si trova in tutto il corpo e cambia in base alla zona in cui si trova (es. è fluida nel sangue e calcificata nell’osso), serve sia come impalcatura dei vari apparati che per molte funzioni metaboliche, in particolare controlla tutto quello che entra ed esce dalle cellule (es. nutrimento, ossigeno, scorie), di conseguenza è in grado di modulare tutti i fenomeni fisiologici (es. metabolismo, morfogenesi, ecc…), fisiopatologici (es. guarigione ferite) e patologici (es. metastatizzazione tumorale).
Quando nella matrice cellulare ci sono troppe scorie si crea acidosi, cioè ci sono troppo tossine acide, che devono essere eliminate attraverso organi deputati al loro smaltimento, ma se le scorie prodotte sono di più di quelle che possono essere eliminate esse rimarranno nella matrice e da qui andranno in circolo, determinando acidosi in tutto l’organismo.

In caso di acidosi troviamo anche ipossia e carenza di nutrimento, ovvero alle cellule arrivano meno ossigeno e meno nutrienti, tutto questo determina più vulnerabilità da parte delle cellule, che saranno più soggette a tutti i processi di invecchiamento e degenerazione cellulare.

Dieta errata (ricca di cibi spazzatura, proteine animale e zuccheri raffinati), ridotto apporto di liquidi (in particolare acqua), sovrappeso, alcool, fumo, sedentarietà, farmaci, alterazioni del ciclo sonno veglia, interferenti endocrini, inquinanti, stress e traumi possono influenzare negativamente la matrice cellulare ed indurci in acidosi e in ipossia, condizioni queste che possono far scaturire negli anni varie malattie, tra cui la fibromialgia, ma possono anche peggiorarne la sintomatologie.

 

Cosa fare allora?

Sicuramente una buona dieta è il primo step da seguire.
È necessario aumentare l’apporto di cibi alcalinizzanti, come la verdura e la frutta, e la quantità di liquidi, in particolare acqua, che dovrebbe essere introdotta in proporzione al peso corporeo (circa 30 ml di acqua per chilo di peso corporeo: ad es. una donna di 60 kg dovrebbe bere 1,8 litri di acqua).
Dovrebbero essere ridotti i cibi di origine animale che acidificano, ma facciamo sempre molta attenzione e ricordiamo che una delle problematiche rilevate nei fibromialgici è la carenza di proteine, soprattutto di alcuni amminoacidi, quindi le diete fai da te sono bandite!
Inoltre componendo bene un pasto si può bilanciare l’acidosi di alcuni alimenti abbinando alimenti alcalini.

Ovviamente alcool e fumo vanno evitati, così come la sedentarietà.

Ricordiamo che fare sport aumenta l’apporto di ossigeno nelle nostre cellule.
Infine bisogna ristabilire i corretti ritmi circadiani.

Certo da soli non è semplice attuare tante modifiche, ma affidandosi ad un team multidisciplinare, con buona volontà, tempo e pazienza è fattibile.

 

Team Nutrizione Associazione Scientifica Fibromialgia
Dott.ssa Edy Virgili
Dott.ssa Laura Calza
Dott.ssa Federica Calcagnoli

 

Bibliografia

Diet-Induced Low-Grade Metabolic Acidosis and Clinical Outcomes: A Review”; Carnauba RA et al.; Nutrients. 2017

Diet-induced metabolic acidosis”; Adeva MM et al.; Clin Nutr. 2011.

Hypoxia and Its Acid-Base Consequences: From Mountains to Malignancy”; Swenson ER.; Adv Exp Med Biol. 2016;

http://www.treccani.it/enciclopedia/cellula-matrice-extracellulare_%28Enciclopedia-della-Scienza-e-della-Tecnica%29/