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Stress e diabete… Considerazioni utili anche per la Fibromialgia

La malattia diabetica è una malattia diffusa e la causa ancora non è pienamente conosciuta.

Come mai le persone diventano diabetiche a una certa età?

Esistono due tipi di diabete:
quello di tipo 1 che è INSULINO-DIPENDENTE e
quello di tipo 2 che è NON INSULINO – DIPENDENTE

Il primo tipo è legato ad una disfunzione del Pancreas quindi ad una riduzione della produzione di insulina.
Tutto ciò può essere causato da un danno funzionale per mancanza di vitalità alle cellule del Langherans che sono quelle che producono per l’appunto l’insulina oppure da un danno permanente  per distruzione delle cellule che producono l’insulina in conseguenza per esempio ad una infezione virale o ad un trauma specifico.

Nella malattia diabetica di tipo 1, l’insorgenza tardiva dell’insulina, non è attribuibile soltanto all’ereditarietà ma può essere causata anche da un basso stato di vitalità della persona dovuto, secondo la visione della metamedicina, ad una paura di un eventuale danno fisico.

Una persona che vive una paura che possa succedere qualcosa alla sua incolumità fisica oppure la paura di una malattia, la sua reazione fisiologica normale sarà quella di fare contrazione addominale.
Questa reazione è fisiologica poiché l’unica parte del corpo che non è protetta da ossa è proprio l’addome.
Quindi ogni volta che succede di vivere la paura di un eventuale danno fisico, la prima cosa che fa l’organismo è contrarre l’addome. La contrazione ripetuta nel tempo o una contrazione traumatica di questa parte porta alla contrazione anche delle cellule del Pancreas che producono l’insulina e questa contrazione potrà danneggiare le cellule, potrà indebolirle e quindi esporle a infezioni virali.

Nel secondo tipo invece la quantità di insulina nel sangue non solo non è ridotta ma è addirittura aumentata;
infatti se andiamo a misurare il tasso di insulina nelle persone che sono diabetiche, soprattutto nelle prime fasi del diabete, troviamo che l’insulina ha un tasso molto alto nel sangue, più del normale.
Perché questo?
Perché le cellule periferiche, soprattutto le cellule dei muscoli e del sistema nervoso (che sono guarda caso nutrite con glucosio) sono contratte a causa di uno stress continuo e quindi cronico. Come conseguenza di ciò, siccome il Pancreas è sensibile al tasso di glucosio nel sangue, più è alto il tasso di glucosio nel sangue più aumenta la secrezione di insulina per farla entrare all’interno delle cellule.Ma finchéle cellule dei muscoli e del sistema nervoso sono contratte per questioni di STRESS l’insulina non riesce comunque a far ridurre il tasso di glucosio nel sangue.

Che cosa bisogna fare quindi?

BISOGNA AGIRE DIRETTAMENTE SULLO STRESS che provoca la contrazione del SISTEMA NERVOSO E MUSCOLARE e attivare il più possibile un processo distensivo parasimpatico di rilassamento.
Ecco perché è sempre importante monitorare lo stato di stress e di vitalità dell’organismo e arrivare a portarlo a livelli normali.
Questo è fondamentale in tutte le persone ma ancor di più in quelle che sono a maggior rischio di ammalarsi perché il diabete è presente in famiglia.
SE RIDUCIAMO LO STRESS E AUMENTIAMO LA VITALITÀ preveniamo lo sviluppo del diabete.

QUESTE CONSIDERAZIONI, secondo gli ultimi studi scientifici, possono essere estese anche ai pazienti fibromialgici:

Non è un caso che i pre-diabetici con valori di Emoglobina Glicata leggermente elevati comportino un rischio più elevato di sviluppare dolore centrale, segno caratterizzante della Sindrome Fibromialgica;
Non è un caso allo stesso tempo che un’alimentazione ricca di zuccheri complessi e raffinati aumenti lo stato infiammatorio del corpo nel paziente fibromialgico;

Non è un caso che il Fibromialgico abbia vissuto per anni, depauperando tutte le proprie risorse fisiche e mentali, uno stato di forte tensione dell’asse del sistema nervoso autonomo Ipotalamo-Ipofisi-Cortico Surrene.

UNA COSA È CERTA: Oggi abbiamo compreso quanto psiche e corpo interagiscano simultaneamente tra loro nell’origine e nello sviluppo delle malattie. 
Dott. Roberto Re
Psicologo Clinico
Esperto in: Fibromialgia
Ipnoterapia, Auricoloterapia e Psicosomatica