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SENSIBILITÀ CHIMICA MULTIPLA: quando “stare a casa” diventa la dolorosa normalità

La Sensibilità Chimica Multipla è una condizione patologica cronica subdola e invalidante che altera profondamente la qualità di vita di chi ne è affetto.
Non è chiaro quante persone ne soffrano, forse circa l’ 1% della popolazione.

Nel 1956 Randolph identificò come “malattia ambientale” l’insieme di sintomi da ipersensibilità a sostanze chimiche che aveva osservato in alcuni soggetti.
La definizione è stata aggiornata fino al 2005, quando Lacour ed altri autori la descrissero come “una condizione cronica, di durata non inferiore a 6 mesi che causa un peggioramento dello stile di vita e delle funzioni organiche, con sintomi che ricorrono in modo riproducibile, coinvolgendo il Sistema Nervoso, e almeno un altro apparato, con una caratteristica ipersensibilità agli odori, in risposta all’esposizione a sostanze chimiche non correlate tra loro, anche a bassa concentrazione, con miglioramento o risoluzione dei sintomi dopo l’allontanamento dall’esposizione stessa”.

Semplificando, le persone affette da MCS, non tollerano quantità di sostanze chimiche, ad esempio presenti nell’aria, normalmente tollerate dai soggetti sani;
respirare questi composti chimici, di cui generalmente chi non è malato neanche si accorge, può determinare una sconfinata rosa di sintomi, che mettono in seria difficoltà la persona, apparentemente incomprensibilmente.

Difficoltà a respirare, aumento della frequenza cardiaca, bruciore agli occhi, vertigini con sensazione di svenimento, astenia, dolori muscolo-articolari (la MCS è spesso associata alla Sindrome fibromialgica) sono solo alcuni dei sintomi che insorgono nel momento in cui si viene in contatto con la sostanza non tollerata che può essere contenuta in un deodorante o nei fumi emessi da un’automobile.

Ciò che rende la problematica estremamente insidiosa è la caratteristica di non essere riconoscibile attraverso esami diagnostici routinariamente effettuati: questo porta spesso i malati ad essere classificati come psicologicamente instabili, nevrotici… psichiatrici insomma.
In realtà ci sono sufficienti evidenze scientifiche per definire la problematica di origine organica (“corporea”, “reale”) anche se, purtroppo, non mancano gli oppositori a questa tesi, avvalorata anche da pubblicazioni che documentano l’alterazione del flusso sanguigno cerebrale in malati di MCS rispetto a soggetti sani, dopo esposizione a stimolazione olfattiva.

Abbiamo tutti vissuto la sofferenza di non poter uscire di casa durante il recente lockdown in occasione della pandemia da Covid-19.

Gravi limitazioni nella vita quotidiana accompagnano perennemente i malati di MCS, che vivono a volte reclusi nella loro abitazione;
tuttavia attraverso un percorso multidisciplinare adeguato, anche la vita di questi soggetti può migliorare, come ha mostrato attraverso la sua esperienza, l’immunologo Prof. Giuseppe Genovesi, maestro di livello mondiale e coautore dello studio scientifico sopracitato, che conobbi nel 2017 e con cui stetti in contatto fino alla sua prematura scomparsa.

Dr. Michele Gardarelli
Medico Chirurgo, Medicina Integrata
Associazione Scientifica Fibromialgia