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Fibromialgia e zuccheri

Oltre che cercare di limitare il carico di zuccheri per evitare un aumento ponderale di peso e per mantenere il controllo omeostatico della glicemia, l’eccesso di zuccheri sembra influire negativamente sulle funzionalità neuronali, in particolare sulla sintesi di serotonina.

La serotonina è un neurotrasmettitore, popolarmente detto “ormone del buonumore”. Viene sintetizzato dal sistema nervoso centrale e da alcune cellule del sistema gastro-intestinale. Interagisce a diversi livelli con molti recettori e questo rende la sua funzione molto articolata. La serotonina è anche un precursore della melatonina, l’ormone che regola la qualità e la durata del nostro sonno, quindi importante per la fisiologica alternanza del ritmo sonno-veglia. È un neurotrasmettitore che permette la comunicazione con il nostro “secondo cervello”: l’intestino e il sistema nervoso enterico, agendo come regolatore delle secrezioni e motilità intestinali.

La sintesi di questo importante neurotrasmettitore è condizionata dalla disponibilità in circolo e dalla penetrazione nel cervello di un precursore, il triptofano, amminoacido essenziale che va introdotto con la dieta. La penetrazione del triptofano è facilitata dall’insulina, ormone rilasciato dal pancreas a seguito di un pasto solido, specie se ricco di zuccheri. Sappiamo bene che l’eccessivo e continuativo assunzione di zuccheri porta ad affaticare il pancreas creando, nel lungo termine, una condizione di insulino-resistenza che spesso degenera in diabete di tipo 2. Ecco che l’accumulo di zuccheri nel sangue si collega ad una riduzione di serotonina a livello centrale, con un peggioramento del tono dell’umore e della qualità del sonno, tensione, dolore e rigidità a livello muscolare, nonché disturbi gastro-intestinali.

Tale complessa sintomatologia è, appunto, caratterizzante il paziente fibromialgico.

In uno studio recente viene, inoltre, ipotizzato che la presenza di molecole non assorbite nell’intestino, soprattutto il fruttosio, riduca l’assorbimento del triptofano, oltre che alterare il microbiota intestinale, creando un circolo vizioso. L’idea terapeutica è quella di ridurre marcatamente gli zuccheri semplici consentendo il corretto assorbimento del triptofano e la sintesi di serotonina.

Team Nutrizione Associazione Scientifica Fibromialgia
Dott.ssa Edy Virgili
Dott.ssa Laura Calza
Dott.ssa Federica Calcagnoli