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Fibromialgia e glutine

Oltre il 40% dei pazienti con fibromialgia lamenta disturbi gastroenterici con colon irritabile, flatulenze e diarrea.
Oltre il 20% di questi pazienti presenta sensibilità al glutine e ai latticini; un altro 11% è stato scoperto essere affetto da celiachia.

Alla base di queste correlazioni esiste una spiegazione scientifica in quanto le gliadine, proteine contenute nel glutine, possono facilmente innescare situazioni infiammatorie, così come le caseine, proteine presenti nel latte vaccino.

In un intestino infiammato si osserva un’importante modificazione dell’ecosistema intestinale, il microbiota, con un’abnorme proliferazione di batteri nel lume intestinale che rende l’intestino poroso causando la cosiddetta sindrome dell’aumentata permeabilità intestinale.
Quando l’intestino diviene “poroso”, tossine, batteri, virus, miceti, parassiti ed altre sostanze che dovrebbero rimanere all’interno del tratto gastro-intestinale per essere eliminate, passano invece nel sangue e nella linfa e, attraverso la circolazione, in moltissimi altri distretti, causando una miriade di disturbi, quali stanchezza, cefalea, confusione mentale, perdita di memoria, forme reumatiche ed artrosiche, prevalentemente dovuti ad un sovraccarico tossinico e un’attivazione anomala del sistema immunitario, che attacca queste particelle “estranee” generando una reazione immunitaria ed infiammatoria.

La pratica clinica ha evidenziato significativi miglioramenti della sintomatologia astenica e della sindrome del colon irritabile nel paziente fibromialgico a seguito dell’esclusione totale dalla dieta di glutine o, come primo approccio per chi ha una sensibilità, scegliendo fonti glucidiche derivanti da grani antichi, con un diverso ed inferiore contenuto di glutine, sempre da alternare con fonti gluten-free.

 

Team Nutrizione Associazione Scientifica Fibromialgia
Dott.ssa Edy Virgili
Dott.ssa Laura Calza
Dott.ssa Federica Calcagnoli