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FIBROMIALGIA, ARTRITE ed EMICRANIA. “Mi sento uno straccio”

6 mesi fà ho visitato CARLA, 40 anni, affetta da Fibromialgia, Artrite sieronegativa ed Emicrania.

Occhi stanchi che trasmettono quella sofferenza di cui non capisci bene dove è il fondo. Il dolore cronico cambia l’intensità dello sguardo dopo anni in cui è diventato il più fedele compagno di vita.

Carla si rivolge a me dopo aver incontrato vari specialisti perché brancola nel buio da anni. Non trova il bandolo della matassa, le manca il sentiero su cui camminare e fare confluire tutte le prescrizioni ricevute, le manca l’INTEGRAZIONE delle informazioni. Per raccogliere la storia clinica e completare la visita, è necessaria più di un’ ora, anche perché fin da piccola ha sofferto di numerose altre patologie per le quali sono stati necessari anche alcuni interventi chirurgici.

I problemi principali sono costituiti da dolori osteo-muscolari, attacchi frequenti di emicrania e stanchezza.

La frase “Mi sento uno straccio”, che mi dice alla fine dell’elenco dei suoi disturbi, è quella che li riassume tutti e che descrive la qualità delle giornate che trascorre da parecchio tempo.

A volte, la soluzione dei problemi non è lontana e non richiede l’intelligenza di Einstein, basta l’ASCOLTO. Quello che purtroppo spesso manca.

Anni fà era stato prescritto un farmaco, per prevenire gli attacchi di emicrania, che era risultato efficace, ma, per vari motivi, non era stato più assunto. Ho prescritto la reintroduzione dello stesso e a un successivo controllo specialistico è stato confermato da un neurologo che non conosce o che “non crede” alla Fibromialgia.
Ma francamente di questo chi se ne frega: l’importante è che chi guida il percorso terapeutico abbia le idee chiare e sia aggiornato.
E soprattutto che si raggiunga un risultato: sintomi dell’emicrania migliorati del 90 per 100 in un mese.

DOLORI OSTEOMUSCOLARI.
In questo caso le cause sono sono 2: artrite e fibromialgia

Ho consigliato un antinfiammatorio per l’artrite da assumere tutti i giorni per 15 giorni poi a giorni alterni e immediatamente c’ è stato un miglioramento molto rilevante.
Nella visita reumatologica successiva, da me consigliata, viene prescritta una terapia “di fondo”, anche per ridurre l’ utilizzo di antinfiammatori.

Per la Fibromialgia, per agire sul dolore che origina a livello del Sistema nervoso e per ridurre i possibili effetti indesiderati dei farmaci (per “proteggere gli organi sani”), ho prescritto due integratori.

Alcune immancabili indicazioni alimentari hanno completato l’inizio del PERCORSO e in 45 giorni la qualità di vita è cambiata completamente.
L’astenia e i dolori sono migliorati sensibilmente e gli occhi hanno recuperato la luce persa.

Dopo alcuni mesi, la stanchezza è tornata a farsi sentire in maniera rilevante e questa volta ho deciso di introdurre un rimedio omeopatico.
Pochi sanno che l’Omeopatia figura nelle linee guida europee per la cura della Fibromialgia e molti non credono alla sua efficacia. Ma quello che so, in base alla mia esperienza, è che quando un rimedio omeopatico è corretto la persona sente un beneficio. Come in questo caso.

In 6 mesi la qualità di vita è migliorata decisamente.

Il prossimo obbiettivo è consolidare il risultato e assumere meno farmaci possibili.

Dr. Michele Gardarelli
Medico Chirurgo
Vicepresidente Associazione Scientifica Fibromialgia
Membro del Comitato tecnico scientifico Comitato Fibromialgici Uniti e del Gruppo di lavoro ASUR su Fibromialgia e MCS
Referente Terapie integrate A.N.D.O.S. odv (Assoc. Naz. Donne Operate al Seno) Comitato di Ancona
Coordinatore Comitato scientifico del Comitato Pazienti Cannabis Medica