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Semi di lino

Prodotti dalla pianta di Linum usitatissimus, possono essere essenzialmente di due tipi (dorati o neri) e, benché piccoli, sono veri e propri scrigni di proprietà benefiche.
Non a caso, sono conosciuti ed usati sin dall’antichità (originaria del Medio Oriente, la pianta arrivò in Europa grazie ai Fenici e divenne di uso comune anche nell’antica Grecia e nell’Impero Romano).

Quali sono le caratteristiche che li rendono così preziosi?

Sicuramente, la loro principale peculiarità è la ricchezza in acidi grassi polinsaturi, in particolare omega-3, che attribuiscono loro un potere antinfiammatorio potenziato dalla presenza di polifenoli (ad esempio, i lignani).
Il corredo di questi semi si arricchisce di vitamine (K, E, C, gruppo B) e sali minerali (potassio, magnesio, calcio, ferro, zinco, rame, fosforo, sodio, manganese, selenio) che modulano la pressione arteriosa e hanno azione antiossidante, limitando il rischio di patologie cardiovascolari.

Il loro contenuto in proteine non è trascurabile, circa il 20-25%, così da rappresentarne un’ottima fonte, in particolare in caso di regimi alimentari basati esclusivamente su alimenti vegetali.

Altra caratteristica importante è il loro tenore in fibre.
Infatti, esse, sia solubili che insolubili, danno un supporto importante in caso di stitichezza: non solo si “gonfiano” di acqua formando una mucillagine che ammorbidisce le feci facilitandone il transito, ma rappresentano il “cibo” per quei batteri del microbiota intestinale che le digeriscono (cosa che noi non siamo in grado di fare) producendo sostanze utili per il nostro metabolismo (es.: vitamina K) e che hanno un ruolo importante nel ripristinare l’integrità della mucosa intestinale (acidi grassi a corta catena, SCFA). Le fibre, inoltre, aiutano nel controllo della quantità di zuccheri e di grassi nel sangue.

Come si può fruire di tutti questi benefici?

I modi sono tanti! Basta aggiungere i semi di lino alle insalate, allo yogurt, al latte (di origine animale o vegetale), alle panature, ai frullati o alle macedonie, agli impasti lievitati (es.: pane e brioche) o farne infusi. Bisogna avere, però, l’accortezza di triturare i semi al momento di usarli e di consumarli preferibilmente crudi. In alternativa, si può consumare l’olio di semi di lino, da usare rigorosamente a crudo per condire qualsiasi pietanza.

I semi di lino non hanno solo un uso alimentare, ma possono essere utilizzati anche per fare maschere per capelli, cataplasmi lenitivi, impacchi cutanei per alleviare dermatiti e psoriasi.
Non è, quindi, un caso averli definiti “scrigni di proprietà benefiche”!

Team Nutrizione Associazione Scientifica Fibromialgia
Dott.ssa Edy Virgili
Dott.ssa Laura Calza
Dott.ssa Federica Calcagnoli